Acne: come funziona il trattamento con luce blu

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Acne: un problema che interessa l’85% degli adolescenti e il 15% delle trentenni con squilibri endocrini legati a stress, ovaio policistico, pillola anticoncezionale o obesità.

Curare l’acne senza utilizzare farmaci o antibiotici è sempre stata una aspirazione di molti dei pazienti, giovani e meno giovani, che quotidianamente vengono a contatto con questo fastidioso problema.

Spesso le manifestazioni acneiche regrediscono nel periodo estivo e si ripresentano nella stagione autunno-inverno avvalorando così la credenza che “l’acqua di mare” faccia bene a questa malattia tanto diffusa. In realtà ciò che determina nel periodo estivo una temporanea remissione delle lesioni infiammate è la radiazione ultravioletta. In particolare quella parte compresa tra i 400 e 415 nm (nanometri): essa produce un’attivazione delle porfirine contenuti nei batteri responsabili dell’acne. Queste porfirine attivate, producendo radicali liberi, provocano la soppressione dei batteri stessi e la scomparsa delle lesioni infiammatorie. Sfruttando questo processo naturale, la terapia fisica dell’acne si avvale di sistemi a luce pulsata che emettono una luce blu simile alla radiazione solare. Questa luce è in grado di ridurre in maniera significativa le lesioni dell’acne.

Per quali patologie viene utilizzata la Terapia Biofotonica?

La indicazioni principali al suo utilizzo sono:

1. Trattamento dell’acne moderata-severa
2. Ringiovanimento del volto

Tuttavia nuove patologie nelle quali sembra, da studi preliminari, possa apportare notevoli benefici sono l’acne rosacea e la dermatite seborroica.

Luce blu contro l’acne: come funziona

La luce blu contro l’acne è una tecnologia innovativa che sfrutta due principi: la presenza in natura di alcune sostanze capaci di assorbire l’energia luminosa per trasformarla in qualcosa di diverso (pensiamo alle piante che grazie alla luce sintetizzano la clorofilla) e gli effetti terapeutici sulla nostra pelle di alcune bande dello spettro solare, altamente selezionate.  La terapia biofotonica utilizza una luce Led multi lunghezza d’onda (dai 417 ai 477 nanometri) che esprime tutta la gamma del blu: dall’azzurrino all’oltremare. Non è ablativa, come quella della maggior parte dei laser, ma provoca soltanto una leggera sensazione di calore al volto, che viene esposto per 9 minuti a una particolare lampada trifacciale dopo aver spennellato a mo’ di maschera un gel fotoconvertitore.

Luce blu contro l’acne: il trattamento

Appena inizia l’irraggiamento, il gel diventa fosforescente per via dei cromofori in esso contenuti che hanno proprio il compito di convertire l’energia luminosa che li colpisce in un altro tipo di luce biologicamente attiva. Avvenuta la trasformazione, questa seconda luce fluorescente penetra nella pelle fino ad arrivare al cuore delle cellule del derma, dove agisce su più fronti: spegne l’infiammazione, disinfetta, inibisce l’attività delle ghiandole sebacee e aiuta a liberare il follicolo pilo-sebaceo, ostruito dai depositi di grasso responsabili della formazione dei comedoni (gli odiati punti neri). Questo tipo di trattamento si prospetta dunque interessante per i periodi in cui non è possibile eseguire esposizione solare. Inoltre essendo più selettivo della radiazione solare è immune dagli effetti collaterali di quest’ultima, compresa la comparsa di comedoni così frequente al termine dell’estate.

Luce blu contro l’acne: numero di sedute, preparazione alla seduta, norme da seguire –> Apprfondisci

 

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