Atrofia vaginale

0
740

Cos'è e come si manifesta

Anche gli organi genitali invecchiano.
Il periodo critico per la vagina inizia verso i 50 anni.

La comparsa di

• scarsa lubrificazione,
• la perdita di turgore e di idratazione delle mucose vaginali
rendono i rapporti sessuali in molti casi dolorosi, accompagnati da una persistente sensazione di

• prurito,
• secchezza e
• bruciore.

Insomma, un sottile disagio che spinge molte donne alla ricerca di qualcosa di naturale in grado di alleviare i fastidiosi sintomi genitali.
I piccoli-grandi disturbi che minacciano la sfera intima vengono etichettati con il termine di atrofia vaginale.

 

Le cause dell’ atrofia vaginale

Tale condizione è legata al brusco calo di estrogeni che si verifica nel periodo post-menopausa.
Gli ormoni femminili, infatti, “nutrono” l’epitelio della mucosa vaginale. Durante l’età fertile, l’epitelio è spesso, elastico e idratato, mentre in menopausa diventa progressivamente più sottile e fragile.
Un altro problema legato al passare degli anni è lo spostamento del pH vaginale verso valori basici (normalmente è acido, compreso tra 4,5 e 5,5), alterando di fatto tutto l’equilibrio dell’ecosistema vaginale, abbassando le difese immunitarie locali e spianando la strada a ricorrenti cistiti, micosi e vaginiti.

 

I sintomi dell’ atrofia vaginale

L’atrofia vulvo-vaginale è il più importante fattore che interferisce con la funzione sessuale e comporta sintomi quali:
• secchezza (77%),
• dolore durante i rapporti (38%),
• irritazioni vaginali con pruriti e bruciori (18%),
• vaso-congestione,
• ridotta lubrificazione,
• diminuzione della libido,
• deficit orgasmico,
• nicturia, disuria, incontinenza urinaria,
• infezioni post-coitali.

Tale sintomatologia comporta sia dal punto di vista fisico che psicologico un notevole disagio per la donna in menopausa, con un notevole impatto sulla sua vita privata e di relazione.

Terapia farmacologica e trattamento Laser

Le cure farmacologiche

La maggior parte delle donne riferisce che le terapie attualmente utilizzate in menopausa (terapia ormonale sostitutiva, estrogeni topici, lubrificanti, fitoestrogeni,) siano efficaci per migliorare i sintomi sistemici (vampate, irritabilità, insonnia) ma poco riescono a fare a livello vaginale.

A ciò si associano i fastidi ed i possibili effetti collaterali (molti dei quali ancora oggi dibattuti a livello scientifico) associati a tali terapie: la terapia ormonale sostitutiva si associa ad un certo rischio di tumore al seno ed a possibili episodi di tromboembolie, i prodotti topici (estrogeni, lubrificanti, emollienti) lasciano spesso tracce e perdite che possono essere avvertite come sgradevoli anche dal partner.

Queste terapie devono, inoltre, essere messe in atto in modo quotidiano e senza possibilità di interruzione.

Il Laser nel trattamento dell’ atrofia vaginale

La grande novità terapeutica nell’ atrofia vaginale post-menopausa sta nel crescente ruolo che la terapia laser ha assunto nella prevenzione e cura di tale patologia.

La sorgente laser impiegata è rappresentata dal

  • laser CO2 frazionato,

con un particolare e specifico manipolo intravaginale.

Il laser CO2 agisce con delicatezza sulle pareti della mucosa vaginale provocando delle microlesioni impercettibili ma necessarie per innescare un processo di produzione di nuovo collagene, di riorganizzazione e riequilibrio dei componenti della mucosa vaginale.

Si innesca un processo di rigenerazione tissutale che dura diverse settimane, ma la stimolazione è immediata e già dopo il primo trattamento si riscontrano importanti miglioramenti.

Il meccanismo d’azione del laser

L’azione del laser è in grado di provocare una riattivazione dei fibroblasti: queste cellule sono responsabili durante l’età fertile delle donna (e quindi sotto normale stimolo ormonale) della produzione di fibre collagene ed elastiche, acido ialuronico e protidoglicani, tutti elementi che caratterizzano una mucosa vaginale giovane ed in buona salute.

Con il calo degli estrogeni che avviene in post-menopausa, i fibroblasti passano ad essere, da cellule attive e produttive, a cellule quiescenti, inattive e ciò caratterizza le modificazioni della mucosa vaginale tipiche della menopausa di cui abbiamo precedentemente discusso.

Un danno tessutale “controllato”, come quello indotto dal laser CO2, stimola i fibroblasti a tornare ad essere cellule attive, in grado di ripristinare la corretta composizione della mucosa vaginale, con fibre collagene ed elastiche all’interno della sostanza amorfa ed adeguato contenuto in acqua.

I risultati

Si ristabilisce quindi la corretta composizione del connettivo della mucosa vaginale con una cascata di effetti:

  • miglioramento del turgore,
  • aumento dell’idratazione con riduzione del prurito e bruciore,
  • aumento del trasudato vaginale con diminuzione della secchezza e della dispareunia (dolore durante i rapporti),
  • recupero del trofismo, aumento del glicogeno cellulare,
  • ricolonizzazione dei lattobacilli e diminuzione del pH

trattamento laser atrofia vaginale
Il laser Co2 frazionato viene introdotto in vagina utilizzando uno specifico manipolo. Successivamente viene eseguito il trattamento che risulta totalmente indolore.

atrofia vaginale trattamento laser co2 frazionato monnalysa touch
Il laser produce aree di ablazione precise e frazionate della mucosa vaginale (frecce gialle). Immagine colposcopica post trattamento.

atrofia vaginale menopausa trattamento laser
Immagini di prelievi istologici effettuati (A) prima del trattamento, (B) dopo il ciclo di 3 trattamenti. Il processo di guarigione delle aree ablate stimola i fibroblasti a produrre nuovo collagene: la mucosa si ispessisce, aumenta il suo contenuto in glicogeno, aumenta la lubrificazione, il ph torna a livelli fisiologici.

Le sedute necessarie e la distanza tra di esse

Già dopo una seduta di trattamento laser le pazienti riferiscono un notevole miglioramento della sintomatologia correlata all’ atrofia vaginale.

Dopo vari studi condotti si è deciso di adottare un protocollo di trattamento che prevede:

  • 3 sedute, intervallate da 2-3 mesi di distanza

Segue, poi un protocollo di mantenimento con 1-2 sedute annue per mantenere e migliorare i benefici ottenuti.

Le pazienti che si sottopongono a tale trattamento laser normalmente non utilizzano alcun prodotto topico specifico per la cura dell’atrofia vaginale.

Il Trattamento

Si eseguono fotografie colposcopiche pretrattamento standardizzate.

Durante il trattamento è obbligatorio l’uso delle protezioni oculari per il paziente, per il medico e per il personale di supporto.

Il manipolo laser viene inserito in vagina senza speculum e senza utilizzare lubrificanti o anestetici topici, di norma è sufficiente il solo utilizzo di aria forzata esterna al fine di aumentare il comfort della paziente.

Quello che viene riferito è solo un lieve fastidio nell’inserimento del manipolo in vagina, nessun dolore durante la procedura e solo un lieve fastidio nel trattamento delle porzioni più esterne.

Una valutazione dei benefici ottenuti dopo trattamento laser dell’ atrofia vaginale va effettuata a non meno di 5-8 settimane dal trattamento ed eventualmente è possibile eseguire una nuova seduta laser.

 

Preparazione alla seduta

In preparazione al trattamento va eseguita obbligatoriamente una visita ginecologica preliminare atta a valutare:

  • il livello di atrofia ed i sintomi soggettivi delle pazienti,
  • il livello di prolasso degli organi pelvici (che non deve essere superiore al secondo grado),
  • escludere infezioni in atto e ad
  • eseguire un pap-test che deve risultare negativo.

 

Norme da seguire dopo la seduta

Il medico può prescrivere, nell’immediato post trattamento:

  • Prodotti lenitivi ed idratanti in gel od ovuli vaginali, al fine di ridurre il danno termico indotto dal laser e prevenire l’insorgenza di complicazioni.
  • Terapia antibiotica ed anti-virale (assumere a partire da 2 giorni prima a 3 giorni dopo il trattamento).
  • Astensione dai rapporti sessuali per 7-10 gg.
  • Controlli clinici post-laser.

 

Eventi avversi attesi e possibili complicanze

Dopo il trattamento laser dell’ atrofia vaginale ci si deve aspettare:

  • lieve bruciore in prima giornata, di norma è sopportabile sennò può essere assunto paracetamolo al bisogno,
  • scarse perdite siero-ematiche in prima-seconda giornata.

Vanno effettuati controlli clinici a 48 e 72 ore dal trattamento.

Le uniche complicazioni segnalate, oltretutto molto rare, sono costituite dalla

  • possibilità di infezione delle aree trattate.

 

Controindicazioni

Il trattamento laser dell’ atrofia vaginale è assolutamente controindicato in pazienti con:

  • infezioni vaginali attive da batteri, virus o miceti,
  • importante prolasso degli organi pelvici,
  • patologie tumorali a carico del collo dell’utero o della vagina,
  • immunosoppressione.

Proprio al fine di scongiurare tali condizioni è necessario effettuare visita ginecologica preliminare con esecuzione di pap-test.

TIPO DI INTERVENTO:

trattamento laser

CONSENSO INFORMATO DA FIRMARE:

 SI

TECNOLOGIE UTILIZZATE:

Laser C02 frazionato con specifico manipolo vaginale

DURATA DI OGNI SEDUTA:

circa 15-20 minuti

NUMERO DI SEDUTE:

Il protocollo internazionale prevede un ciclo di 3 sedute a distanza di 2-3 mesi . A seguire 1-2 sedute annue di mantenimento.

DISTANZA TRA LE SEDUTE:

2-3 mesi di distanza, al fine di innescare quei lenti meccanismi di stimolazione dei fibroblasti e produzione di nuove fibre collagene.

FORME DI ANESTESIA:

nessuna/utilizzo di aria forzata esterna

EFFETTI COLLATERALI (ANCHE TEMPORANEI):

bruciore in prima giornata (generalmente sopportabile in alternativa può essere assunto paracetamolo al bisogno), scarse perdite ematiche in prima-seconda giornata.

PRECAUZIONI DA SEGUIRE PRIMA DEI TRATTAMENTI:

Eseguire obbligatoriamente visita ginecologica con Pap-test

PRECAUZIONI DA SEGUIRE DOPO I TRATTAMENTI:

Seguire scrupolosamente i consigli del medico nella gestione domiciliare del post trattamento, astensione dai rapporti sessuali per 7-10 giorni, controlli clinici programmati.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui