Lichen scleroatrofico

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Cos’è e come si manifesta

Il lichen scleroatrofico (LS) o lichen sclerosus, è una malattia cronica, recidivante, di natura autoimmune, con interessamento di cute e mucose.

Le cause che conducono alla sua insorgenza sono tutt’oggi sconosciute.

Zone maggiormente colpite, in termini di frequenza, sono quelle genitali.

Questa patologia interessa maggiormente le femmine, soprattutto in età post-menopausale.

Si manifesta con maggiore frequenza (21,5% degli affetti) in pazienti che manifestano co-patologie di natura autoimmune, quali: tiroiditi (12,5%), alopecia areata (9%), vitiligine (6%), anemia perniciosa (2%).

Il Lichen scleroatrofico vulvare può insorgere con macchie bianche a livello genitale senza sintomatologia associata.

Più frequentemente:

  • prurito ed
  • irritazione della vulva possono essere sintomi precoci di malattia.

Con la progressione della stessa, si iniziano ad osservare:

  • ispessimenti della cute genitale,
  • secchezza accentuata,
  • fessurazioni e ragadi soprattutto in sede vulvare,
  • erosioni ed ecchimosi della mucosa con associato notevole disagio.
    sclerosi completa del tessuto colpito,
  • aree di leucoplachia con possibile progressione verso il carcinoma spinocellulare,
  • perdita di elasticità,
  • sinechie,
  • scomparsa delle piccole labbra,
  • riduzione dell’introito vaginale.

Il LS è associato nelle fasi più avanzate a riduzione dei rapporti sessuali o astensione dagli stessi con importanti ripercussioni di natura psicologica per la paziente affetta.

Lichen scleroatrofico. Presenza di aree sclerotiche biancastre, ecchimosi, fissurazioni, formazione di iniziali aderenze. La paziente riferiva sensazione persistente di bruciore, notevole secchezza, totale astensione dai rapporti sessuali.

 

Caso di lichen in fase più avanzata del precedente. Da notare la sclerosi completa delle aree interessate (di aspetto biancastro), la formazione di fissurazioni sanguinanti e di notevoli aderenze con la quasi scomparsa delle piccole labbra e dell’introito vaginale.

 

Lichen sceroatrofico con interessamento genitale maschile.

Terapia farmacologica e trattamento Laser

Il trattamento farmacologico del lichen scleroatrofico
L’approccio terapeutico maggiormente impiegato è quello che prevede l’utilizzo di potenti cortisonici per uso topico, sebbene a causa della mancanza di studi clinici sufficienti ci siano ancora preoccupazioni circa la sicurezza del loro impiego a lungo termine.

Effetti avversi temuti in seguito ad un loro prolungato utilizzo sono:

  • atrofia delle aree trattate,
  • formazione di smagliature,
  • reazioni da rimbalzo,
  • infezioni fungine,
  • possibile riattivazione del papillomavirus (HPV),
  • infezione da virus herpes simplex,
  • possibile assorbimento sistemico.

Il trattamento laser del lichen scleroatrofico

La grande novità terapeutica nel trattamento del Lichen scleroatrofico sta nel crescente ruolo che la terapia laser ha assunto nella prevenzione e cura di tale patologia.

Il laser impiegato è il

  • laser CO2 frazionato, con un particolare e specifico manipolo.

Il laser CO2 agisce provocando delle microlesioni nelle aree trattate, a ciò segue un processo di guarigione delle ferite create che ha come ultimo fine quello di innescare un processo di produzione di nuovo collagene, di riorganizzazione e riequilibrio dei componenti della cute perineale, delle mucose vulvare e vaginale (quando quest’ultima è interessata).

Si innesca un processo di rigenerazione tissutale che dura diverse settimane, ma la stimolazione è immediata e già dopo il primo trattamento si riscontrano importanti miglioramenti.

Come agisce il laser?

L’azione del laser è in grado di provocare un’attivazione dei fibroblasti: queste cellule così stimolate sono responsabili di un aumento della produzione di fibre collagene ed elastiche, acido ialuronico e protidoglicani, tutti elementi che caratterizzano cute e mucose delle aree genitali femminili giovani ed in buona salute.

Questo si manifesta dal punto di vista clinico con:

  • riduzione del dolore a livello dell’introito vaginale,
  • miglioramento del bruciore, prurito, secchezza, dispareunia (dolore durante i rapporti),
  • miglioramento dei sintomi urinari come incontinenza da urgenza e cistiti ricorrenti, già dopo alcuni giorni dalla prima seduta.
  • La maggior parte delle pazienti riferisce che non ha più necessità di applicare assiduamente creme idratanti e lenitive.
Lichen scleroatrofico prima (a sx) e dopo (a dx) 3 trattamenti con laser Co2 frazionato. Si nota la ricomparsa di un colore roseo (fisiologico) delle aree trattate, la scomparsa delle ecchimosi, il miglioramento dell’area perianale. La paziente riferiva scomparsa del prurito, del bruciore persistente, notevole miglioramento dell’idratazione locale, scomparsa del dolore durante i rapporti (dispareunia).

Le sedute necessarie e la distanza tra di esse

Dopo una singola seduta di trattamento le pazienti riferiscono un notevole miglioramento della sintomatologia.

L’attuale protocollo di trattamento prevede:

3 sedute, intervallate da 2-3 mesi di distanza.

Segue, poi un protocollo di mantenimento con 1-2 sedute annue per mantenere e migliorare i benefici ottenuti.

Va ricordato, infatti, come il LS sia una patologia cronica e come tale non guaribile: quello che la terapia laser può fare è migliorare la sintomatologia ed allungare i periodi di pieno benessere.

Il Trattamento

Si eseguono fotografie pretrattamento standardizzate ed una eventuale valutazione iniziale con apparecchiature multispettrale e 3D.

Durante il trattamento è obbligatorio l’uso delle protezioni oculari per il paziente, per il medico e per il personale di supporto.

L’area vulvare e perineale viene pulita e disinfettata.

Qualora vi è una concomitante atrofia vaginale, può essere eseguito prima il trattamento interno con il manipolo intra-vaginale (vedi trattamento atrofia vaginale) e poi vengono trattate le aree vulvo-perineali con il manipolo esterno

  • introito vaginale,
  • piccole e grandi labbra,
  • zona clitoridea,
  • zona perineale
  • area perianale.

Di norma la procedura è sopportabile ed eseguita senza impiego di anestetici, è sufficiente il solo utilizzo di aria forzata esterna al fine di aumentare il comfort della paziente.

Una valutazione dei benefici ottenuti va comunque effettuata a non meno di 5-8 settimane dal trattamento ed eventualmente è possibile eseguire una nuova seduta laser.

Preparazione alla seduta

In preparazione al trattamento va eseguita obbligatoriamente una visita ginecologica preliminare atta a valutare:

  • il livello di atrofia delle aree esterne ed eventualmente della mucosa vaginale,
  • i sintomi soggettivi riferiti dalla paziente,
  • escludere infezioni in atto (sia a livello esterno che a sede vaginale),
  • eseguire un pap-test che deve risultare negativo.
Ricostruzione 3d di come viene eseguito il trattamento. Procedura ambulatoriale senza impiego di anestesia.

Norme da seguire dopo la seduta

Il medico può prescrivere, nell’immediato post trattamento:

  • Prodotti lenitivi ed idratanti in gel od ovuli vaginali, al fine di ridurre il danno termico indotto dal laser e prevenire l’insorgenza di complicazioni.
  • Terapia antibiotica ed anti-virale (assumere a partire da 2 giorni prima a 3 giorni dopo il trattamento).
  • Astensione dai rapporti sessuali per 7-10 gg.
    Controlli clinici post-laser.

Eventi avversi attesi e possibili complicanze

Dopo il trattamento laser del lichen scleroatrofico ci si deve aspettare:

  • Eritema (rossore) e lieve Edema (gonfiore) delle aree trattate, comunque della durata di poche ore
  • lieve bruciore in prima giornata, di norma è sopportabile sennò può essere assunto paracetamolo al bisogno
  • scarse perdite siero-ematiche in prima-seconda giornata.
    Vanno effettuati controlli clinici a 48 e 72 ore dal trattamento.

Le uniche complicazioni segnalate, oltretutto molto rare, sono costituite dalla

  • possibilità di infezione delle aree trattate.

Controindicazioni

Il trattamento laser del lichen scleroatrofico vaginale è assolutamente controindicato in pazienti con:

  • infezioni vaginali attive da batteri, virus o miceti,
  • patologie tumorali a carico della vagina, dell’area perineale
  • immunosoppressione
    Proprio al fine di scongiurare tali condizioni è necessario effettuare visita ginecologica preliminare con esecuzione di pap-test.

TIPO DI INTERVENTO:
trattamento laser

CONSENSO INFORMATO DA FIRMARE:
SI

TECNOLOGIE UTILIZZATE:
Laser C02 frazionato con specifico manipolo

DURATA DI OGNI SEDUTA:
circa 15-20 minuti

NUMERO DI SEDUTE:
Il protocollo internazionale prevede un ciclo di 3 sedute a distanza di 2-3 mesi.

A seguire 1-2 sedute annue di mantenimento.

DISTANZA TRA LE SEDUTE:
2-3 mesi di distanza, al fine di innescare quei lenti meccanismi di stimolazione dei fibroblasti e produzione di nuove fibre collagene, elastiche ed acido ialuronico.

FORME DI ANESTESIA:
nessuna/utilizzo di aria forzata esterna

EFFETTI COLLATERALI (ANCHE TEMPORANEI):
Eritema e lieve Edema delle aree trattate (durata di poche ore), bruciore in prima giornata (generalmente sopportabile in alternativa può essere assunto paracetamolo al bisogno), scarse perdite ematiche in prima-seconda giornata.

PRECAUZIONI DA SEGUIRE PRIMA DEI TRATTAMENTI:
Eseguire obbligatoriamente visita ginecologica con Pap-test

PRECAUZIONI DA SEGUIRE DOPO I TRATTAMENTI:
Seguire scrupolosamente i consigli del medico nella gestione domiciliare del post trattamento, astensione dai rapporti sessuali per 7-10 giorni, controlli clinici programmati.

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